ROVERE CORTECCIA
NOME BOTANICO: QUERCUS PETRAEA (MATT.) LIEBL. - QUERCUS SESSIFLORA SALISB. QUERCUS SESSILIS EHRH. EX SCHUR.– QUERCUS ROBUR VAR. SESSILIFLORA (SALISB.) WAHLB.
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ROVERE CORTECCIA
NOME BOTANICO: QUERCUS PETRAEA (MATT.) LIEBL. - QUERCUS SESSIFLORA SALISB. QUERCUS SESSILIS EHRH. EX SCHUR.– QUERCUS ROBUR VAR. SESSILIFLORA (SALISB.) WAHLB.
ALTRI NOMI: QUERCIA COMUNE, ESCHIO, FARNIA, ROVERE, ISCHIO
DENOMINAZIONE INCI: QUERCUS PETRAEA BARK
FAMIGLIA: FAGACEAE (CUPULIFERA)
PARTI USATE: CORTECCIA DEI RAMI
DESCRIZIONE: la caratteristica della droga ne rispecchia l’invecchiamento perché la faccia esterna è ricoperta da sughero grigio-brunito rugoso con numerosi tubercoli, mentre lo strato interno è marrone-bruno con costole longitudinali sporgenti, è legnoso, ma anche fibroso; internamente se è fresca è di un rosso pallido, se disseccata bruno cannella-scuro; le screpolature formano scaglie quadrate. In sezione trasversale sono riconoscibili con la lente gruppi disclereidi.
ODORE: leggero, ma ben definito, (dovrebbe avere odore di scorza da concia, soprattutto dopo averla inumidita).
SAPORE: amarognolo e fortemente astringente.
POLVERE: granulometria compresa fra 500 e 1000 micron, soffice al primo impatto, poi sabbiosa, color marrone-bruno. Sono presenti druse di ossalato di calcio e piccoli granuli di amido.
PROVENIENZA: EUROPA MERIDIONALE (ITALIA)
NATURA DELLA PIANTA: spontanea
EPOCA DI RACCOLTA: primavera
COMPONENTI PRINCIPALI: * Tannini condensati dell’8-20 %; catechine; proantocianidine oligomere ed in parte ellagitannini; acido quercitannico; acido gallico; acido ellagico (il contenuto di tannini varia notevolmente in base all’età dei rami e alla raccolta); pectine; resine; sostanze amare.
INDICAZIONI: (estratte da note bibliografiche): astringente, tonica, antinfiammatoria, decongestionante delle mucose orofaringee ed anogenitali, febbrifuga, emostatica, stomachica, antidiarroica, analgesica, antisettica, antivirale. Uso esterno: regolatore delle secrezioni eccessive sebacee e di sudorazione, come antiforfora, nel trattamento dei geloni, cicatrizzante.
PREPARAZIONE: Decotto: 1% oppure g 4 a macero per 8 ore con 2 bicchieri di acqua da bersi durante il giorno. Collutorio: g 12 in 500 ml di acqua. USO ESTERNO: decotto 10 %. Tintura madre (soluzione acquosa al 10 %). Tradizionalmente si è a lungo utilizzata come polvere tal quale, impastata con acqua da spalmare su geloni e scottature.
CONTROINDICAZIONI: disturbi diarroici acuti, aspecifici. Insufficienza cardiaca, ipertensione, malattie infettive. Disturbi esterni: dermatosi infiammatorie, lesioni cutanee.
INTERAZIONI: può essere ridotto ed inibito l’assorbimento di alcaloidi o di altri medicinali basici.
VARIE: con l’invecchiamento parte dei tannini polimerizzano a flobageni rossi non idrosolubili.
BIBLIOGRAFIA PRINCIPALE: LE MONOGRAFIE TEDESCHE - Commissione E - Studio Edizioni
Da consumarsi preferibilmente entro: 12/2028