TRIFOGLIO ROSSO FIORI
NOME BOTANICO: TRIFOLIUM PRATENSE L.
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TRADIZIONE, PROFESSIONALITÀ E QUALITÀ DAL 1946
TRIFOGLIO ROSSO FIORI
NOME BOTANICO: TRIFOLIUM PRATENSE L.
ALTRI NOMI: TRIFOGLIO COMUNE, TRIFOGLIO DEI PRATI, SCAPPUCCELLA, TRIFOGLIO VIOLETTO, BOLOGNINO, MOSCINO, TRIFOGLINO, TRIFOGLIOLO, CAPO ROSSO.
DENOMINAZIONE INCI: TRIFOLIUM PRATENSE FLOWER
FAMIGLIA: LEGUMINOSEAE (PAPILIONACEAE)
PARTI USATE: INFIORESCENZE (SOMMITÁ FIORITE)
DESCRIZIONE: pianta erbacea perenne a breve ciclo, cespugliosa, da 50-90 cm. di altezza, pelosa, foglie alterne trifogliate, ovate o ellittiche con margini lisci o leggermente dentati che spesso hanno una macchia biancastra nelle pagine inferiori e il peduncolo allungato nelle inferiori. I minuscoli e numerosi fiori porporini, rosei o bianco-giallino raccolti in 1-2 glomeruli terminano l’asse. Le stipole sono saldate al peduncolo membranoso e terminano a punta. Il calice verde-biancastro a tubo allungato con 5 denti filiformi di cui l’inferiore è due volte più lungo degli altri. La corolla è saldata nella parte inferiore in un tubo lungo 10 mm., costituito da 5 petali e 9 stami. L’ovario si trova in fondo e lo stilo è allungato e filiforme. La droga si presenta a fiori tubolari tutti ben separati, con le stipole e le foglie verde-oliva (in quantità inferiore a pezzi di max cm. 1), scarsi i pezzi di picciolo verde-bruno. Il frutto è un legume.
ODORE: tipico da foraggio. SAPORE: gradevole, dolce.
POLVERE: granulometria compresa fra 300 e 500 micron, color marroncino-grigiastro. Soffice al tatto, ben compatta. PROVENIENZA: EUROPA ORIENTALE (ALBANIA)
NATURA DELLA PIANTA: coltivata
EPOCA DI RACCOLTA: maggio - settembre
COMPONENTI PRINCIPALI: * Isoflavoni: biochanina A, formononetina, genisteina, daidzeina, pratenseina,trifoside; acetil derivati di natura fenolica: pratolo, pratensolo; cumarine: cumarina, medicacolo, cumestrolo, tocoferolo, clovamide, trifoliina, acido faselico, galattoglucomannano, acido salicilico, acido p-cumarico, olio essenziale: furfurolo, metossiflavone, isoramnetina; lipi di; zuccheri; proteine; resine; vitamine; minerali: magnesio, rame, calcio, fosforo. Pianta secca: acqua 16%, proteine 8%, grassi 1,4%, glucidi 38%. Nelle foglie: tannino, resina, essenza, clorofilla. Nei fiori: glucosidi: trifoglina, ramnetina, quercetina; coloranti del gruppo flavoni: cumarina; olio etereo: furfurolo; acido salicilico, acido cumarico; resina; tracce di arsenico.
INDICAZIONI: (estratte da note bibliografiche): regolatrici delle sindromi post-menopausa e delle secrezioni ghiandolari e delle mucose per le loro proprietà fito-estrogeniche, antispasmodiche, espettoranti, antitussive, sedative, toniche, emmenagoghe, depurative del sangue, nelle affezioni cutanee (psoriasi, eczema), antiulcera, infiammazioni oculari, nutritive, cicatrizzanti.
Pianta foraggera di importanza primaria per il bestiame perché altamente proteica con proprietà galattogoga. Risulta essere utilizzata in preparazioni contro il cancro in quanto la genisteina che è debolmente estrogenica può bloccare i ricettori degli estrogeni ostacolando lo sviluppo del tumore. Tale utilizzo è preliminare, in via di accertamento e non da considerarsi una terapia oncologica.
PREPARAZIONE: Infuso 5%: 3-5 tazze . Tintura 1:5 . Sciroppo da 2-5 cucchiai. Uso esterno: Infuso anche più concentrato.
VARIE: arricchisce il terreno di azoto.
CONTROINDICAZIONI: in gravidanza ed allattamento e in caso di tumori estrogeno-dipendenti, ai bambini di età inferiore ai due anni.
BIBLIOGRAFIA PRINCIPALE: Michael Castlemon – LE ERBE CURATIVE – Tecniche Nuove Edizione 1987
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